Precari a 30 anni? E’ da sfigati, io da quando ne ho 31 sono Ordinario all’Università… (ovviamente solo per meriti come chiunque potrebbe raccontarvi).
PS: casualmente i due nella foto condividono l’Università che li ha portati ad essere ordinari, infatti sia Brunetta che il nostro buon Martone sono stati innalzati al grado di Professorissimi a Teramo, certo senza nessunissima spinta o raccomandazione, nooooooo se lo pensate siete solo un gruppo di SFIGATI.
Dov’è che regalano le Mercedes?
Stamattina ero nel traffico a bordo della mia Clio nera pagata a rate, da circa un’ora avevo impattato contro la dura verità di essere più ricco di tantissima gente che vive intorno a me. Mi sono messo a riflettere sulle misere condizioni di vita di persone che a cinquant’anni devono per forza di cose (a conti fatti) vivere a casa coi genitori, condividere camere da letto e bagni.
L’ho pensato perché se io vivo con altre tre persone, com’è che vivono quelli che guadagnano 15.000 euro all’anno? E com’è che vivono quelli che ne guadagnano 12.300?
Mi sono domandato come fanno queste persone ad arrivare a fine mese, come fanno a mettere il diesel alle loro automobili. Poi mi sono domandato, come fanno i dipendenti di un bar a guadagnare 1.000 euro al mese se il capo ne guadagna 1.200 lordi. E mi sono risposto che si tratterà sicuramente del risultato di qualche calcolo complesso, tipo quelli che spiegavano al corso di Analisi Numerica 3 durante il quale mi addormentavo.
Anche perché altrimenti sarebbe inspiegabile, per quale motivo gli orafi dovrebbero svegliarsi tutte le mattine, aprire i loro negozi e stare dietro a un banco per 700 euro al mese? E i tassisti, come fanno a rientrare di un investimento di 120.000 euro per la licenza se per otto ore al giorno guadagnano 800 euro al mese?
Tutte queste domande mi hanno fatto girare la testa, perché da persona che ha studiato matematica mi sono sentito ignorante, non capivo, ero disorientato a bordo della mia utilitaria francese, mi mancava un pezzo, una variabile: dov’è che, di preciso a Roma, regalano le Mercedes?
(via onepercentaboutanything)
Lettera a Scarlett Johansson
1.
Cara Scarlett Johansson, mi chiamo Renato e lavoro alla PlasticFond. Ho la Fiat Panda 1100 a gasolio con il condizionatore e lo stereo Kenwood con l’mp3. L’anno scorso ad agosto ho affittato per due settimane una casa a Mondragone con mia sorella. Ha una bambina piccola che piange sempre. Il dottore dice che è autistica, ma se uno non lo sa sembra normale. Solo certe volte se guarda la televisione per troppo tempo le viene l’epilessia, fa la schiuma e gira gli occhi all’indietro. Allora mia sorella deve farle una siringa lunga due centimetri nella gamba. Mio cognato dice che da grande la bambina si aggiusta perché anche lui da piccolo sembrava mongoloide però adesso ha l’alfa 147 a benzina. Ti scrivo per dirti che sei molto bella e che hai dei capelli bellissimi.Il mio racconto Lettera a Scarlett Johansson su Vicolo Cannery



